IL MERIDIANO

In prossimità dell'ingresso del Duomo si trova una meridiana.
Venne qui costruita, nel 1786, per consentirne l’accesso ai cittadini “con la massima facilità” avendo cura che “non fossero turbate le cerimonie sacre”: così si legge nella relazione dell’astronomo braidense Angelo De Cesaris che, con il collega Guido Francesco Reggio, realizzò – da maggio a ottobre del 1786 - la meridiana del Duomo.
La costruzione della meridiana fu voluta dalle autorità austriache e disposta con l’ordinanza del Regio Imperiale Supremo Consiglio del Governo del 12 maggio del 1786, allo scopo facilitare la riforma del tempo voluta da Maria Teresa, riforma che stabilì per tutta la Lombardia il passaggio dalle “ore Italiche” (per le quali l’inizio del giorno - la mezzanotte attuale - partiva dal tramonto) alle ore Europee  (o francesi, per cui il nuovo giorno partiva dalla mezzanotte).
Dal 1° dicembre del 1786, da quando cioè entrò in vigore tale riforma, il giorno doveva considerarsi diviso in due parti di 12 ore ciascuna: il mezzogiorno corrispondeva al passaggio del sole sul meridiano locale e il nuovo giorno partiva dalla mezzanotte. Questo è il sistema attualmente in uso.
Serviva dunque uno strumento di misura del tempo che indicasse con precisione il passaggio del sole al meridiano ovvero il mezzogiorno locale (il momento in cui è trascorso tanto tempo dal sorgere del sole quanto ne manca al suo tramonto) per “ esattamente regolare l’orario col punto del mezzogiorno fisico e con la maggior precisione”. Il Duomo, considerato dalle autorità austriache alla stregua di un qualsiasi edificio pubblico, offriva tutte le caratteristiche tecniche - oscurità, larghezza e facilità d’accesso ai cittadini – necessarie allo scopo.
 

Nel maggio del 1786 iniziarono, dunque, i lavori di costruzione della meridiana, lavori che terminarono nell’ottobre dello stesso anno.  
La meridiana, così come la possiamo osservare oggi dopo successivi interventi di restauro, è costituita da una linea d'ottone incastonata nel pavimento e rappresenta la proiezione sul piano del meridiano del luogo.
Lungo la linea corrono due lastre di marmo sulle quali sono indicati, a opportuna distanza, i segni zodiacali e le relative date d’ingresso del Sole. Collegata ad un foro gnomonico posto sulla parete Sud a circa 24 metri di altezza, permette di determinare il mezzogiorno locale, mediante la proiezione del disco solare sulla linea posta sul pavimento. L’immagine solare è visibile per breve tempo prima e dopo aver attraversato la linea. Questa meridiana è, quindi, a “camera oscura”: è infatti la luce del sole proiettata nell’oscurità della cattedrale a consentire la lettura del tempo. 

LA NIGULA

Mosso da un congegno di funi e carrucole azionate da un duplice argano, la «nivola» fu ideata, secondo una diffusa tradizione, da Leonardo da Vinci. Ma anche se il geniale inventore toscano collaborò effettivamente al cantiere della Fabbrica del Duomo sul finire del XV secolo, sembra assai più probabile che tale congegno sia stato ideato dagli architetti di fiducia di san Carlo Borromeo.
Nella sua forma attuale la <<nivola>>, così come l'artistica croce che accoglie la teca del Santo Chiodo, risale all'epoca del cardinal Federico Borromeo: rivestita di tela e ornata di pitture che raffigurano angeli e cherubini, fu dipinta dal Landriani nel 1612, e da allora fu più volte restaurata. Lungo tre metri e largo poco meno, il bizzaro «ascensore» pesa circa otto quintali.  Eppure allo stupito fedele par sempre di vedere innalzarsi una tenue voluta d'incenso.

LA STATUA DEL DUCE

Una piccola scultura che rappresenta Benito Mussolini è visibile sulla parete vicino alla scala che porta in cima al Duomo. Venne posta in questo luogo, durante il ventennio fascista, su precisa disposizione del duce che voleva che il suo volto fosse ricordato anche sull’edificio più importante della città.

LA STATUA DELLA LIBERTA'

Anche Milano ha la sua Lady Liberty, il suo nome è "La Legge Nuova" ed è opera di Camillo Pacetti, venne realizzata nel 1810 e fa bella mostra di sè sulla facciata del Duomo di Milano. Secondo gli esperti, proprio a questa statua si è ispirato Frederic Auguste Bartholdi, per realizzare, 70 anni dopo, la Statua della Libertà di New York.

Come potete vedere la somiglianza con la Statua della Libertà è veramente impressionante: certamente la nostra è molto più aggraziata, ma anche lei regge nella mano destra alzata una torcia e ha il capo cinto da una sorta di corona.

Quando vi troverete davanti al Duomo alzate gli occhi alla prima balconata e la potrete vedere, non senza una certa emozione!

 

OMAGGIO A PRIMO CARNERA

E’ sempre il Duomo a regalarci, in un suo dettaglio, una decorazione molto particolare e sicuramente dal forte impatto visivo. Si tratta di quattro coppie di pugili in bassorilievo che rappresentano un vero e proprio omaggio a Primo Carnera, il primo italiano a conquistare nel 1933 il titolo mondiale dei pesi massimi.